IN TOUR


      LE ORME
      MARVANZA



Artisti consigliati:
      MARIAN TRAPASSI
      RADIOFIERA


 
 







 

 


 

 

 

 

 

 

 
 

MARVANZA



Info booking:
Enrico Vesco
e.vesco@sonnyboy.it
+39.392.2873208








Trovarsi una sera tra il pubblico, ad un concerto nel Mojo Pin Rock Cafè di Caulonia Marina (dove si sono già esibiti artisti del calibro di Timoria, Cristina Donà, Malfunk, Bandabardò, Federico Poggi Pollini e tanti altri) ed essere invitati a salire sul palco dal gruppo della serata: così è iniziata, il 15 Aprile 2004, l’avventura musicale dei Marvanza. Nessuno dei presenti in sala quella sera avrebbe mai immaginato il cammino che quei giovani artisti, così timidi in quella circostanza, stavano per intraprendere. Dopo quella prima esibizione, nel giro di pochi mesi, avrebbero suonato in molti locali della Calabria per poi essere inseriti nel palinsesto del Mojo Pin assieme a gruppi come Cesare Basile, Pozzo di S.Patrizio, Eugenio Bennato, Turi, Operai della Fiat 1100, Quartaumentata e Refurtiva. Il Reggae e la Dance Hall fanno da base alla potente voce di Ivan Lentini che, assieme al fratello Marco, sono i frontman del gruppo. Gli altri fanno da cornice ad un quadro disarmante, per la sua semplicità e perfezione, dove la bellezza e la bravura di Mafalda Gara con il suo Sax e la sua Voce, sono il valore aggiunto della Band e dove Claudio Chiera colora, con il suo basso, i ritmi incalzanti di Federico Placanica, Ilario Musco e Domenico Panetta, rispettivamente batterista, chitarrista e tastierista dei Marvanza. Dopo le prime esibizioni il gruppo proveniente da Monasterace viene invitato, il 16 Dicembre 2005, al CLICK di Forlì ad aprire il concerto degli Almamegretta. Anche lontani dalla loro terra i Marvanza hanno dato spettacolo e grande prova di abilità comunicativa, colpendo i presenti soprattutto con la loro musica e le loro parole. Dopo questa esperienza i Marvanza hanno dato prova di tutto il loro carattere musicale anche ad uno degli eventi musicali più importanti della Calabria: il concerto del Primo Maggio a Locri, dove, ancora poco conosciuti, hanno conquistano i diecimila presenti in piazza. La loro straordinaria esibizione non sfugge agli occhi attenti dell’organizzazione del festival, che subito li avvicina per proporli in serata come apertura per l’esibizione di Tony Esposito. Arriva l’estate e le date dei concerti dei Marvanza aumentano proporzionalmente alla loro fama, solcando i palchi più importanti della costa Jonica, tra cui quello della festa del centenario della CGIL, in mezzo ad artisti del calibro di Teresa de Sio ed Enrico Capuano. Ad Agosto Caulonia ospita il festival Kalabria Elettrika, dove i Marvanza dividono il palco con artisti di livello nazionale come Mario Venuti, Niccolò Fabi e Turi. E ancora nel 2008 a Febbraio aprono a il Salento Show Case dei Sud Sound System e ad agosto sono ospiti nel Coca Cola Zero live toue. Niente male per dei ragazzi la cui età media è di soli 25 anni e che alle spalle hanno solo 3 anni di attività live, quella che li ha portati oggi ad un importante collaborazione discografica con la Sonny Boy Management di Enrico Vesco già produttore dello storico gruppo delle Orme. Proprio in un momento storico molto particolare per questa terra bellissima, la loro voglia di fare musica è stato il deterrente per far esplodere una vera e propria rivoluzione culturale. Nei loro testi c’è quindi tanta protesta, toccando temi sociali di indubbia importanza: il filo conduttore delle loro canzoni è la voglia di cambiare un mondo in cui le ingiustizie sociali e la repressione sembrano negare il rispetto per la persona in quanto tale. Anche se i loro testi sono sempre pungenti e duri, quello di cui parlano sono verità lampanti difficili da mettere in discussione. Nonostante questi temi duri, i Marvanza mixano nelle loro canzoni ironia e riflessione, unendo il dialetto di Monasterace al reggae muffin e alla dance hall. È un pretesto per parlare dei problemi che affliggono un mondo governato “dalle sporche mani nere”, come loro stessi descrivono nelle loro canzoni le dinamiche di potere, da uno stato che non si interessa alle nostre terre e al nostro sviluppo economico. Questi ragazzi, da un palcoscenico, hanno voluto rompere un silenzio che, soprattutto tra i giovani, appare disarmante, decidendo di dire no con la musica alla violenza e al degrado sociale. Oltre questi temi dal forte impatto sociale, le esibizioni dei Marvanza sono anche un momento di svago grazie alla leggerezza e all’ironia di canzoni come “Un euro” e “Che bella a stati” e intonano un appello contro le differenziazioni razziali tra etnie, con canzoni come “Reggaetone dell’amore”. Intanto è già uscito a dicembre 2007 il primo singolo del gruppo, in omaggio insieme alla rivista “In Scena” e che aprirà la strada al loro primo lavoro discografico, registrato negli studi cauloniesi della “DaDo Record” con la produzione artistica di Domenico Panetta.